LE STORIE DEL MEDAGLIERE

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GLI AMICI DEL MEDAGLIERE 

 

Napoleone Bonaparte:

l’Orologeria e gli Orologiai del suo tempo

Di Manrico Nocchi
 

Seconda parte

 

 

 

Napoleone e Lo Chateau de Mailmason

 

 

 

 

 

 

Figura 7 Lo Chateau de Malmaison.

Dopo il  matrimonio con Josephine Beauharnais (1763-1814) del  9 marzo 1796  inizia la ricerca di una residenza imponente: Josephine si innamora  dello  Chateau de Malmaison ( nome che derivava da un antico covo di pirati del IX secolo , per la sua collocazione vicino alla Senna), e lo acquista durante la Campagna d’Egitto di Napoleone, che giudicava troppo caro il prezzo di 225.000 franchi; comunque  Josephine tratta a suo nome   acquistando il mobilio , il 21 aprile 1799 mentre  il resto , la parte più importante, verrà regolata da Napoleone al suo rientro dalla Campagna d’Egitto.

Napoleone incarica dei lavori di restauro gli architetti Percier e Fontaine, gli inspiratori dello Stile Impero.

Questa spettacolare Maison  sarà la residenza di Napoleone durante il consolato e l’impero sino a divorzio con Josephine nel 1809 ,  sarà sempre legato a questa residenza, da abitarla anche dal 24 al 29 giugno 1815 all’indomani della seconda abdicazione successiva alla Battaglia di Waterloo, assieme a parte della sua famiglia, prima della partenza verso Rochefort e della serie degli avvenimenti che porteranno al confino di Sant’Elena.

In questo periodo viene elaborato da parte di Percier e Fontaine quello stile negli arredi  e nei decori degli ambienti e dei mobili e degli oggetti di uso quotidiano che  saranno simbolici dello stile Impero.

Qui Napoleone concepisce il Codice Civile e l’idea di istituire La Legion d’Honneur nel 1802. 

Tutte le stanze di ritrovo: sala da pranzo, sala del biliardo, la Biblioteca, la camera da letto del Primo console e successivamente Imperatore sono abbellite da pendole da appoggio collocate sia sui camini delle stanze e sui mobili  oppure come arredi di parete come  la Pendola Barometro dorata con soggetti di armi ed elmi militari  in forma di Cartel opera del bronzista Gallè del 1806, dell’orologiaio Godard  e  degli ingegneri Gohin, o l’Orologio a Globo Celeste opera dell’orologiaio Lemaire nel 1788 che adorna la Biblioteca  ricca di 4500   volumi   degli  scrittori e delle opere celebri che Napoleone amava avere a portata di mano, molti  con la sigla B.P. ( Bona-Parte ).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Figura 8  Pendola a cartel Orologio e Barometro.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Figura 9 Pendola Globo Terrestre.

Troviamo pendole con meccanismo nella sfera di cristallo , progettate da Leparte sorretto da Le Tre Grazie  che si tendono per mano in biscuit di Sevres opera di Chaudet su un basamento di Bronzo dorato oppure  Pendole di soggetto mitologico opera del Bronzista più celebre dell’Impero Pierre Philippe Thomire  in malachite e pietre dure  con Movimento di Bourdier.

E’ per Napoleone  il buen ritiro, la residenza che sempre amerà.

 

 

Figura 10 Pendola "Il genio delle Arti".

 

 

 

Napoleone e la Residenza delle Tuileries

Durante il matrimonio con Josephine Beauharmais il Palazzo delle Tuileries, distrutto durante la Comune di Parigi del 1870 e successivamente demolito, è comunque la residenza ufficiale della coppia dal 1799 al 1809, posto sul quarto lato del Louvre e dotato di ampi e splendidi giardini, quando Napoleone passa da Primo Console a Imperatore , palazzo costruito da Caterina de Medici (1519-1589)   nel 1564,  con i giardini ristrutturati al gusto francese da Andrea Le Norte  nel 1664.

Anche in questo palazzo si evidenzia, durante la residenza della coppia, negli appartamento a loro dedicati, la presenza di numerose splendide pendole  opera dei più grandi orologiai del tempo come la Pendola a Lira appartenuta a Luigi XVI a Versailles, dove decorava la sala dei giochi, in porcellana blu  di Sevres con il quadrante ornato di figure, opera di Garregues    o la pendola con soggetto detto a la Goffrin, che si trova oggi al Museo di Fontainebleau, dove  la figura di donna dedita allo studio in bronzo cesellato e dorato è collocata su uno zoccolo di marmo statuario cesellato con foglie ornamentai e decorato con ghirlande d’edera  opera di Julien Leroy, o altre pendole del Petit Trianon di Versailles come quella da camera di Maria Antonietta sullo stato della Orologeria opera di Robin.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Figura 11 Pendola a Lira.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Figura 12 Pendola " Lo Studio".

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Figura 13 Pendola di Maria Antonietta.

Napoleone e l’Ora Repubblicana

Con la Riforma dei Sistemi di Misura intrapresa dalla Convenzione Nationale negli anni successivi al 1790, con la riforma dei pesi e delle misure, viene modificata anche la Misura del Tempo.

La Convezione Nazionale decreta il 5 Ottobre 1793, che verrà promulgato il 4 frimaio dell’Anno II  ( 24 novembre 1793) con l’inizio retroattivo al 24 settembre 1793, del Calendario Repubblicano su base decimale abolendo il preesistente Calendario Gregoriano.

Il Calendario Repubblicano è impostato sui 12 mesi di 30 giorni (più cinque o sei giorni, negli anni bisestili, destinati alle feste repubblicane) con la denominazione dei mesi derivanti dagli aspetti del clima francese (Nevoso)   e degli avvenimenti in agricoltura (Vendemmiaio) con il mese diviso i  decadi e con il giorno diviso in dieci ore di 100 minuti.

 

 

 

 

 

Figura 14  Orologio ad Ora Repubblicana.

Fu organizzato un concorso per mettere a punto i quadranti decimali degli orologi, sia da tasca, da appoggio e da torre a cui partecipano illustri orologiai come Ferdinand Berthoud e Antide Janvier.

Purtroppo, mentre viene facilmente accettato il Sistema Metrico decimale, che supera le moltitudini di misure e pesi differenti nei vari paesi, il Calendario  Repubblicano non viene accettato nell’uso comune, tanto che questo viene adottato solo nei Dipartimenti Francesi e non nei Paesi limitrofi causando oggettive difficoltà, situazioni che  costringono la Convenzione il 18 Germinale dell’Anno III (7 aprile 1795 ) a sospender “indefinitamente” il Decreto  del 1793  relativo all’Ora Decimale.

Napoleone Imperatore, anche alla luce di un nuovo rapporto con la Chiesa Cattolica, il 22 Fruttidoro dell’anno XIII (9 settembre 1805) firma il Decreto di abolizione dell’Ora Repubblicana, con il ripristino del Calendario Gregoriano dal 1 Gennaio 1806.

 

 

Napoleone allo Castello di Fontainebleau e gli Orologiai dell’Imperatore

Questo grande castello di origine medioevale, ristrutturato da Francesco I nel periodo rinascimentale e da Luigi XIV, fu devastato dalla Rivoluzione. Napoleone sin dal 1804 lo fece ristrutturare arredare  per avere 40 appartamenti di stato per  trasferirci la sua corte quando non era impegnato in campagne di guerra e successivamente al suo divorzio da Josephine Beauharmais nel 1809:  è in questa sede, che  dopo i lavori di arredamento in stile imperiale,  troviamo decine di pendole soprattutto ad opera degli orologiai della Famiglia  Lepaute  in particolar modo di Pierre Basile Lepaute detto Sully (1750-1843)  e di suo nipote  Jean Joseph Lepaute (1768-1838)  indicati sul quadrante di molte pendole  Lepaute Oncle e Neveu (zio e nipote), che produrranno decine di pendole anche su richiesta di Napoleone,  diventando gli Orologiai dell’Imperatore,  a cui consegnano dal 1806 al 1815 a  Fontainebleau  32 pendole  per un importo di 59937 franchi.

Sono gli orologiai preferiti da Napoleone che terrà nei propri appartamenti   Nove Pendole dei Lepaute, e nella sua camera la sua preferita, una loro Pendola a cippo di Marmo nero del Belgio (una delle prime di questo materiale) con soggetto in bronzo dorato al mat ( caratterizzato da tonalità opache ottenute con brunitori d’agata) rappresentante  una donna che legge  le Odi all’amore di Anacreonte, poeta greco antico con quadrante circondato da stelle dorate.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Figura 15 Pendola a Cippo.

Si tratta di una pendola a cui Napoleone era particolarmente legato tanto da portarla con sé, assieme ad altre pendole, nel suo primo esilio nel maggio 1814 all’Isola d’Elba, e a farla riportare a Fontainebleau durante i 100 giorni nel Giugno 1815, dove poi rimase.

Le altre pendole dei Lepaute sono a cippo con la decorazione della iniziale di Napoleone, oppure in porcellana blue di Sevres dorata o regolatore in acajou o una pendola incastrata nella boiserie del camino della Sala del trono.

Le altre pendole degli appartamenti di Napoleone sono una di Antide Janvier, detta Pendola Geografica, unica del suo genere, che invece del quadrante riporta la carta   di Francia e presenta l’ora in tutti i dipartimenti.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Figura 16 Pendola Geografica.

 

Fu costruita inizialmente nel 1791 per il Re Luigi XVI, appassionato di geografia: ma alla presentazione Janvier involontariamente irritò la Regina Maria Antonietta e la pendola fu respinta.  Viene, negli anni successivi, respinto l’acquisto anche da parte della Convenzione.  Verrà esposta nel 1806 alla Esposizione dei Prodotti dell’Industria Nazionale. Fu proposta a Napoleone tramite i suoi intendenti al prezzo di 4500 Franchi. Napoleone la acquistò con una leggera riduzione di prezzo e la collocò nel Gabinetto  Topografico.

Un'altra pendola in marmo Griotte d’Italia di Debois orologiaio a Parigi, ha come soggetto una Bella Addormentata colpita dalla freccia di un amorino. In particolare sullo zoccolo è apposto un bassorilievo in ottone che illustra il romanzo “Paul et Virgine”, opera famosa di Bernardin de Saint Pierre, (1737-1814) che critica in questa opera il problema della divisione delle classi sociali alla vigilia della Rivoluzione ed esalta i valori della uguaglianza e della vita nella natura come  sostenuto da filosofi come Jean Jacques Rousseau, opera  che ebbe un grande successo in tutta Europa.

E’ un romanzo che Napoleone si porterà a Sant’ Elena.

A Fontainebleau Napoleone firmerà la sua prima abdicazione l’11 aprile del 1814  e sarà luogo il 20 aprile del famoso discorso degli Addii alla Guardia Imperiale da parte di Napoleone prima di  trasferirsi  nel suo esilio all’Isola d’Elba.

Durante i 100 giorni ci ritornerà solo un giorno, il 20 marzo 1815.

 

 

Napoleone all’Isola d’Elba

Arrivato nel tardo pomeriggio del 3 maggio 1814, nella rada di Portoferraio, entra ufficialmente il giorno 4 Maggio, all’ombra della nuova bandiera elbana modificata nella notte con l’aggiunta delle tre api dorate napoleoniche  alla bandiera a sfondo bianco  con banda trasversale rossa, le stesse api che adornavano il mantello imperiale di Napoleone e che lo collegano alla fondazione della Dinastia Merovingia nel 457 d.C., in quanto  furono trovate nel 1653 nella tomba di Childerico, fondatore della dinastia.

Nella ristrutturazione della Villa dei Mulini di Portoferraio come sede imperiale ed in quella di Campagna della Villa di S- Martino trovano collocazione le cinque   pendole portate dalla Francia, di cui quella a cippo di marmo nero del Belgio della Camera dell’Imperatore a Fontainebleau.

Queste pendole trovano posto sui camini e sui mobili in stile impero della Residenza dei Mulini, quella a cippo di marmo nero viene prima collocata nel Grande Salone del piano terreno e successivamente trasferita alla Villa San Marino.

Altre tre pendole provengono dal Palazzo di Elisa di Piombino: una pendola a forma di vaso ed un orologio a muro in alabastro che vengono collocati nel Salone dell’Imperatore ed un orologio a quattro colonne sormontato da un piccolo busto in alabastro che viene posto nella suite della Camera da letto dell’Imperatore

Degli otto orologi posseduti da Napoleone   cinque vengono destinati alla Residenza dei Mulini e tre a Villa S. Martino. Tutto quanto è confermato dal    Mobilier, l’inventario della Residenza ufficiale all’Isola d’Elba redatto a partire dal Maggio 1814 dal Prefetto di Palazzo Capitano Pierre Deschamps, in cui descrive con la massima precisione, oltre agli altri oggetti, la collocazione di tutte le pendole a disposizione dell’Imperatore nelle Sue due Residenze.

 

 

 

 

 

 

Figura 17    Le Mobilier.

Queste pendole faranno parte della spedizione degli oggetti di valore organizzata da Napoleone dopo la sua partenza dall’Elba, che arriveranno a Tolone nel giugno 1815 e proseguiranno per le residenze napoleoniche, come la pendola preferita di Napoleone che rientra al castello di Fontainebleau.

 

Napoleone Waterloo e St. Helena

Nonostante il suo aforisma: “Posso perdere una battaglia, ma non un minuto”   Napoleone perse   del tempo per delle incertezze, anche legate a degli errori dei suoi Marescialli, durante la vittoriosa Battaglia di Ligny del 16 giugno 1815, che gli impedì di distruggere definitivamente i Prussiani di  Blucher della Settima Coalizione, formatasi dopo il Suo  rientro trionfale in Francia, che saranno l’ago della bilancia nella successiva Battaglia di Waterloo del 18 Giugno 1815 che vedrà la sconfitta definitiva di Napoleone.

Sarà costretto alla sua Seconda abdicazione il 23 giugno dalla imposizione della Camera dei Deputati e dopo alcuni spostamenti in Francia sino all’Isola d’Aix sull’Atlantico di fronte a Rochefort, si arrese agli Inglesi salendo sul Veliero HMS Bellerophon, che lo porterà a Portsmouth in Inghilterra per poi imbarcarlo su un’altra nave che lo porterà all’esilio di Sant’Elena.

Nei bagagli che Napoleone porta a Sant’Elena assieme a molti oggetti personali porta anche alcuni orologi; una preziosa sveglia appartenuta a Federico II di Prussia , l’orologio d’argento che portò durante la sua campagna d’Egitto, la cui catena era stata realizzata con la ciocca dei capelli della sua seconda moglie Maria Luisa d’Austria e un  orologio di Mugnier, il suo orologiaio imperiale,  che regalerà al Conte Charles Tristan de Montholon, uno dei suoi Generali che lo accompagnarono  nell’esilio il  15 agosto 181?, ( non si identifica l’anno  preciso),come inciso sull’orologio.

 

 

 

Figura  18   L'Orologio di Mugnier.

Arriverà a Sant’Elena nell’Ottobre 1815 per morirci 6 anni dopo il 5 maggio 1821 alle 17,49.

 

 

 

Manrico Nocchi 

 

 

 

 

BIBLIOGRAFIA:

Ajalbert Jean, “Le Chateau de la Malmaison” Ed. d’Art et de Littérature, Paris, 1911.

Carpino Mario, “Gli Orologi dell’Osservatorio Astronomico di Brera”  in  La Voce di Hora, n.44

                              Milano, 2019.

Chevallier Bernard, Guarracino Monica, “ Le Mobilier. L’Inventario della Residenza Imperiale  di

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De Las Cases Emmanuel  “ Memoriale di Sant’Elena” a cura di Luigi Mascilli Migliorini , BUR,             

                                                Milano, 2004.

Guarracino Monica, “ Il Tempo dell’Imperatore”    Ed.  Sillabe,  Livorno, 2015.

Mascilli Migliorini Luigi,  “ L’Età di Napoleone”  Ed. Solferino, Milano, 2019.

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                                            Edition de la Reunion des Musée National, Paris,1989.

                                           “Guide du Musée National du Chateau de Fontainebleau”

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                                           “L’appartament de la Generale Bonaparte puis de l’Imperatrice  Josephine

                                            Aux Tuileries (1800-1807)” dans  Bulletin de la Societè de l’Histoire de    

                                            L’Art Française , Paris, 1999.

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Catalogo  Esposizioni:

“Breguet au Louvre, un apogée de l’Horlogerie Européenne”  Ed. Musée du Louvre, Paris, 2009.

“Napoleone Fasto Imperiale, I tesori della Fondazione Napoléon”     Ed. Sillabe , Roma, 2008.

  


 

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