LE STORIE NAPOLEONICHE

L'ARTISTA DEL MESE

 

 

 

 

 

 

 

 

 

PHILIPPE GENGEMBRE

(Houdain 22 marzo 1764 - Indre 19 gennaio 1838)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Fra gli artisti che si sono resi protagonisti della produzione dei tesori artistici costituiti dalle medaglie commemorative, non possiamo non ricordare anche i tecnici che grazie alla loro inventiva ed abilità, hanno permesso agli artisti veri e propri, di realizzare sul metallo quanto da loro concepito. Fra di essi vi è Philippe Gengembre che con le sue molteplici invenzioni ha dato un contributo fondamentale alla numismatica e non solo.

Dopo aver studiato ed essersi specializzato in chimica grazie alla collaborazione con scienziati quali Lavoisier e Monge, mostra le prime testimonianze delle sue abilità inventive, sviluppando un innovativo metodo che velocizzava e migliorava la stampa su carta. Durante gli anni della rivoluzione, l’invenzione fu ovviamente messa subito in pratica per la stampa dei famosi e famigerati “Assegnati” di cui vennero realizzati milioni di esemplari.

Questo primo servizio per il governo rivoluzionario, gli permise di ottenere un altro incarico molto particolare, ovvero quello di spia inviata negli Stati Uniti d’America da poco resisi indipendenti dall’Inghilterra. Era dai tempi della guerra d’Indipendenza americana che la Francia mostrava un grande interesse per ciò che accadeva di là dell’oceano sia da un punto di vista economico per le enormi potenzialità di un nuovo mercato come quello sia perché ritenuto una sorta di fronte del permanente stato di guerra con l’Inghilterra. La permanenza, ben quattro anni, fu molto fruttuosa in termini di nuove conoscenze acquisite così che al suo ritorno in patria nel 1794, Gengembre venne assegnato alla Zecca in cui compì una straordinaria carriera partendo da semplice meccanico fino a diventare Ispettore generale durante l’Impero.

Tra le sue principali invenzioni possiamo ricordare una macchina con la quale poteva essere cambiato il valore nominale delle monete tramite la contemporanea cancellazione del valore precedentemente impresso e la sua sostituzione con un nuovo valore come accadde ai pezzi da due decime declassati al valore di un decime e a quelli da un decime trasformati in moneta da 5 centimes. Al riguardo è impressionante sapere che grazie a questo nuovo macchinario, la produzione giornaliera di questo tipo di lavorazione, passò da 17.000 pezzi al giorno a 42.000.

Un’altra sua importante invenzione fu la modifica dei bilancieri manuali in uso alla zecca, grazie alla quale, con un solo colpo del punzone, il tondello non solo veniva coniato ma anche tagliato dalla sua lamina originaria.

 

 

 

 

 

 

 

 

Bilanciere a mano inventato da Gengembre ed ora conservato presso

il Museo della Zecca dello Stato a Roma.

 

 

 

Anche in questo caso le economie di scala ne derivarono erano enormi seppur non paragonabili con la potenza dei bilancieri a vapore che negli stessi anni lo scienziato Watt stava progettando e mettendo a punto alla Zecca di Soho a Bormingham.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Durante la spedizione d’Egitto, gli venne affidato l’incarico di realizzare la nuova monetazione che sarebbe dovuta entrare in circolazione una volta che l’occupazione fosse stata completata. Gengembre realizzò il modello per la moneta da “un Para” ma l’occupazione francese fu troppo breve per permettere l’effettiva realizzazione di questa nuova moneta.

Negli anni a seguire il suo continuo impegno teso al miglioramento delle tecniche di coniazione, è manifestato anche dalle monete modello coniate nel 1800 e nel 1801 e dedicate la prima all’antico maestro Lavoisier e la seconda al Primo Console Bonaparte.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La sua carriera proseguì anche durante la Restaurazione fino a toccare il suo apice quando nel 1828 venne messo a capò dello stabilimento di produzione delle macchine a vapore destinate alla marina. Alla sua morte nel 1838, i suoi operai decisero di realizzare due busti in bronzo del loro direttore, da porre uno sulla sua tomba al cimitero protestante d’Indret e l’altro da conservare presso i locali del loro stabilimento.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

     Alain Borghini

medaglierenapoleonico@gmail.com

http://www.museicastiglionfiorentino.it/

Via del Tribunale 8, Castiglion Fiorentino (AR)

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