LE STORIE NAPOLEONICHE

 

VITA ASSOCIATIVA

 

 

 

 

 

Il Souvenir Napoléonien partecipa al restauro di un importante documento a Firenze

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sabato 18 gennaio, nella prestigiosa Sala d’Arme di Palazzo Vecchio a Firenze, il Souvenir Napoléonien è stato protagonista di un’importantissima cerimonia: la presentazione, dopo il restauro, della lettera patente con cui, nel 1811, Napoleone concedeva alla città di Firenze il titolo di “Bonne Ville” dell’Impero assegnandole di conseguenza anche un nuovo simbolo araldico.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La cerimonia, fortemente voluta dal Presidente del Consiglio Comunale: Luca Milani, amministratore particolarmente illuminato e sensibile nei confronti dei temi storico culturali cittadini, ha visto la presenza di Charles Bonaparte, Presidente della Federazione Europea delle città Napoleoniche oltre che quella del Presidente del Consiglio regionale della Toscana: Eugenio Giani.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La partecipazione del Principe Bonaparte, ha assunto particolarmente significato in quanto era la prima visita ufficiale di un rappresentante della famiglia Bonaparte dai tempi in cui molti dei napoleonidi scelsero il capoluogo toscano come “buen ritiro”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L’occasione è stata la presentazione di un documento ricco di storia quanto completamente sconosciuto alla città che grazie alla competenza e la tenacia di Domenico Lentini, responsabile del Souvenir Napoléonien per l’area metropolitana di Firenze, è stato riportato alla luce dopo decenni di oblio nel deposito del Museo Stibbert dove il documento era arrivato nel lontano 1968.

Una volta scoperto il documento, di particolare pregio artistico per la presenza dell’enorme sigillo imperiale in ceralacca, l’Associazione culturale Amici dello Stibbert, presieduta da Alessandro del Taglia e stretto partner del Souvenir Napoléonien per tutte le questioni legate alla storia napoleonica di Firenze, si è subito presa carico di sollecitare la direzione del museo a che venisse rapidamente organizzato un suo restauro conservativo al cui finanziamento hanno preso parte la Presidenza del Consiglio Regionale della Toscana, l’Associazione Amici dello Stibbert ed il Souvenir Napoléonien.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Al riguardo, è bene sottolineare la grande sensibilità che verso questo tipo di temi dimostra sempre il Coordinatore nazionale Alessandro Guadagni, il quale raccolto tutto il materiale necessario, ha perorato la causa di questo restauro presso il Consiglio d’Amministrazione a Parigi, riuscendo ad ottenere una sovvenzione straordinaria tutt’altro che scontata.

La giornata, oltre che essere particolarmente piacevole per le oltre centoventi persone che affollavano la sala, è stata significativa per molti motivi: prima di tutto perché ha dato il via ai progetti di Mecenatismo che il Souvenir Napoléonien sempre più intende mettere al centro della propria attività come dimostra il progetto, ancora più ambizioso, di prendersi cura del restauro del calco il gesso del Napoleone come Marte pacificatore, opera del Canova ed oggi conservato presso l’Accademia di belle arti di Carrara, in secondo luogo perché ha permesso alla città di Firenze ed ai suoi amministratori, di riscoprire una pagina importantissima della propria storia sulla cui valorizzazione tanto si deve fare; infine perché, come già successo lo scorso anno a Castiglion Fiorentino, ha dimostrato che il connubio fra Souvenir Napoléonien e Federazione delle città Napoleoniche, creando sinergia fra  finalità culturali e turistiche, riesce a riportare la storia napoleonica al centro dell’interesse culturale e politico delle città coinvolte. A dimostrazione di ciò non si può dimenticare l’articolato e precisissimo intervento del Presidente del Consiglio Regionale Eugenio Giani che, dimostrando una profonda passione e conoscenza per la storia napoleonica, ha illustrato la storia del “Giglio di Firenze” simbolo della città collegandolo con la storia antica della famiglia Bonaparte, dalle sue origini fiorentine ai tempi dei conflitti fra Guelfi e Ghibellini, fino all’epoca napoleonica in cui il Giglio venne temporaneamente sostituito dal nuovo simbolo concesso alla città proprio da Napoleone.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Se tutto ciò non fosse stato sufficiente, la platea ha potuto anche godersi la relazione dello storico Zeffiro Ciuffoletti che in modo semplice ma non meno preciso, ha tratteggiato magistralmente l’epoca storica coeva al documento protagonista della giornata.

 

 

Alain Borghini

 

 

 

Nel seguente link è possibile vedere il filmato della giornata.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

FIRENZE BONNE VILLE DE L’EMPIRE

 

...Et, sur la preséntation qui nous a été faite de l’avis de nostre Conseil du Sceau des titres et des conclusions de notre Procureur General, nous avons autorise et autorisons par ces presentes, signées de notre main, notre bonne ville de Florence à porter les armoiries telles qu’elles sont figurées et colorées aux presentes...ed a Firenze, apriti cielo! In quell’estate/autunno del 1811 ci fu una  generale levata di scudi contro i voleri di Napoleone Imperatore dei Francesi e Re d’Italia che, invece, pensava di agire per il meglio e con le migliori intenzioni elevando Firenze al rango delle più importanti città imperiali. Non aveva tenuto conto però, e da qui nacque il problema, che i fiorentini erano popolo fiero ed attaccatissimo alle proprie tradizioni e sopratutto al loro Giglio emblema storico della città. Ma, procediamo con ordine. L’istituto della “bonne ville” aveva, in Francia, storia antichissima e risalente sino ai tempi del medio evo, e non era soltanto una mera titolazione onorifica: essere definita una “bonne ville” stava a significare, per una città, l’avere uno statuto particolare e privilegiato che limitava i diritti ed i poteri signorili  a vantaggio di un rapporto diretto con l’autorità del re. Questo stato di cose mutò, manco a dirlo, con la Rivoluzione francese che soppresse i feudi, la nobiltà e tutti i relativi titoli, compresi quelli delle città. Successivamente,  Napoleone, con una inversione di tendenza, compì già nel 1802 un primo passo verso il ripristino delle distinzioni onorifiche  con la fondazione della Legion d'onore che  vagamente evocava i vecchi ordini cavallereschi, anche se con una figura giuridica  nuova, e, dopo la proclamazione dell’Impero con successivi decreti, a partire dal marzo 1808, ristabilì una gerarchia completa di titoli nobiliari. In questo quadro di una generale ripresa dei valori del passato, in qualche modo l’Impero andava legittimato agli occhi delle grandi potenze europee, si decise per il ripristino dell’antica tradizione nobiliare attribuita alle città e, con  decreto del 18 maggio 1804, l’Imperatore precisò che nei due anni seguenti alla sua incoronazione avrebbe prestato giuramento al popolo alla presenza dei Sindaci delle 36 città più importanti dell’Impero; di fatto, col decreto del 22 giugno dello stesso anno, ripristinò il titolo di “bonne ville” per le città più popolose e ricche di storia del neonato Impero francese suddividendole, per importanza, in tre diverse classi e dotandole di un titolo nobiliare attribuito al Sindaco e di un blasone che, rispettando le singole particolarità storicamente consolidate, le omogenizzava tutte. Nel primo elenco delle “bonne ville” di prima classe, quello delle 36 ai cui Sindaci spettava il titolo di “Barone dell’Impero”, troviamo le città italiane di Torino, Genova e Alessandria; a queste si aggiungeranno Roma nel 1810 e successivamente Firenze, Livorno, Parma e Piacenza.  Ed ecco che, ad effetto di tutto questo, a Firenze venne recapitato il Decreto Imperiale, datato 13 giugno 1811, firmato di suo pugno da Napoleone con tanto di sigillo su medaglione di ceralacca rossa recante le insegne imperiali ed apposto sul lato in basso a sinistra col quale veniva disposto l’abbandono del vecchio emblema cittadino e la sua sostituzione con quello nuovo: un fiore di iris con sfondo d’argento nella campitura inferiore sovrastato da una banda rossa con tre api d’oro nella campitura superiore comune, questa, a tutte le città. Le città di prima classe, inoltre, sovrapponevano a questo loro emblema una  corona muraria con sette merli, attraversata da un caduceo  cui restano sospesi due festoni, uno di quercia a destra ed uno d’ulivo a sinistra annodati e trattenuti da bandelle rosse, il tutto sormontato da un’aquila anch’essa d’oro. Figurarsi se ai fiorentini poteva andar bene una cosa del genere: fecero fuoco e fiamme, tutto rimase lettera morta, e mantennero il loro giglio tradizionale. Il decreto originale, anche se disatteso nella sua parte prescrittiva, restò custodito in Palazzo Vecchio nei locali attigui a quello dove venivano fatte le riunioni di governo della Giunta cittadina e sopravvisse alla caduta dell’Impero ed a tutti i mutamenti di governo del secolo successivo. Nell’ottobre del 1902 venne rimosso e consegnato in custodia al Bibliotecario comunale che, allarmato delle precarie condizioni in cui versava l’importante documento ormai quasi illeggibile per l’esposizione ai raggi solari, scrive al Segretario comunale manifestando l’urgenza di un suo restauro conservativo. Sollecitata, la Giunta emise un proprio  provvedimento e chiese al Prof. Isidoro Del Lungo un parere sui mezzi più adatti ad un efficace restauro che ne recuperasse la leggibilità. Sia come sia il restauro non venne fatto ma  venne fatta solo una trascrizione fedele del testo; il decreto, successivamente, verrà affidato in custodia al Museo Stibbert. Quest’anno, il 2019, questo importante documento della storia di Firenze è stato finalmente restaurato a cura dell’Associazione Amici del Museo Stibbert e del Souvenir Napoléonien che con questa operazione, hanno voluto accendere un nuovo interesse per un periodo della storia di Firenze, quello imperiale, spesso sottovalutato e conosciuto solo nella ristretta cerchia degli storici e degli appassionati di storia. 

 

 

Domenico Lentini

Responsabile per il Souvenir Napoléonien

dell’Area Metropolitana di Firenze

 

 

 

 

 

 

 Il nuovo emblema fiorentino fissato dal decreto imperiale.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Emblema completo delle bonne ville considerate di prima classe;     

 questo è quello della città di Torino.

medaglierenapoleonico@gmail.com

http://www.museicastiglionfiorentino.it/

Via del Tribunale 8, Castiglion Fiorentino (AR)

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