Notizie dai Musei Napoleonici 

 

 

 

 

 

 

 

 

MUSEO DEL FIGURINO STORICO

 

“Al servizio dell’Imperatore”. I coscritti toscani alla battaglia di Champaubert (1814)

D. Vergari (AFBIS Associazione fiorentina battaglie in scala – Firenze)

 

Nell’inverno del 1814 Napoleone Bonaparte stava combattendo una disperata campagna militare difensiva in Francia.

A poco più di un anno dalla sconfitta della Campagna di Russia, l’Imperatore dei Francesi era riuscito a creare un nuovo esercito che aveva combattuto valorosamente nel 1813 in Germania. Dopo la sconfitta di Lipsia, nell’ottobre 1813, l’armata francese fu costretta a retrocedere e a difendersi dagli eserciti della sesta coalizione: russi, prussiani, austriaci e svedesi minacciavano la Francia da nord e da est mentre inglesi, portoghesi e spagnoli stavano superando i Pirenei.

Napoleone davanti a questa difficile situazione assunse il comando dell’armata del nord della Francia ormai ridotta a poche decine di migliaia di uomini. I veterani erano pochi, molti i coscritti – i cosiddetti “Marie-Louise” – poco addestrati, male armati e vestiti con le ultime riserve dei magazzini. La cavalleria francese, un tempo superba espressione dell’esercito napoleonico, non esisteva quasi più.

Di fronte alle truppe prussiane e russe, circa 90.000 uomini al comando del Generale prussiano Blücher, Napoleone poteva opporre solo un piccolo esercito di poco più di 8.000 soldati. Nonostante queste infauste premesse, l’Imperatore durante la breve campagna di guerra dei primi mesi del 1814 espresse le sue migliori capacità strategiche e tattiche: con un piccolo esercito – molti reggimenti erano presenti solo sulla carta ed avevano effettivi inferiori ai 200 uomini – riuscì a sconfiggere, affrontandoli separatamente, gli eserciti russi e prussiani superiori in numero.

Una delle vittorie più eclatanti fu quella combattuta nei pressi di un piccolo paese della vallata della Marna, Champaubert, il 10 febbraio 1814.

Un piccolo scontro, rispetto a quelli che avevano visto protagoniste le armate francesi nei 15 anni precedenti, che vide protagonista un reggimento francese – il 113° di fanteria di Linea - composto quasi interamente da soldati toscani.

Arruolati a forza con la leva del 1813, questi giovani coscritti, erano stati inviati ad Orléans – luogo del deposito reggimentale - e da lì avevano raggiunto, in gran parte senza addestramento, l’esercito francese sulla Marna.

Non era certo la prima volta che i toscani combattevano sotto le bandiere francesi. Dal 1808, anno in cui la Toscana fu annessa all’Impero francese, il piccolo esercito del Regno di Etruria, composto da due reggimenti di fanteria e da poche unità di cavalleria e artiglieria, fu fatto confluire insieme ad alcuni parmensi, in un nuovo reggimento di fanteria (113°) e nel 28° reggimento Chasseurs à cheval.

Poco dopo, nei tre dipartimenti toscani, Arno, Mediterraneo e Ombrone, fu introdotta la leva obbligatoria e i contingenti di coscritti toscani iniziarono a essere inquadrati nelle due unità sopra citate, nel 13° reggimento Ussari e altre unità del composito esercito francese, combattendo in Spagna, in Russia e in Germania fino al 1813.

Le cifre della partecipazione toscana non sono condivise ma può essere ritenuta attendibile la cifra di circa 20.000 giovani partiti per la grande armée.

Alcuni di loro parteciparono anche alla disperata campagna del 1814 combattendo con valore fino alla resa di Napoleone e si distinsero proprio nella battaglia di Champaubert.

 

FINE PARTE 1

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mappa della campagna del 1814.

 

Le colonne francesi avanzano sotto un cielo plumbeo.

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