LE STORIE NAPOLEONICHE

 

 

 

 

 

 

 

FEUILLETON NAPOLEONICO

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La Lunga Notte di Napoleone

Capitolo quarto - terza parte

Il viaggio segreto

Denon riprende il racconto: “In realtà quello fu uno degli aspetti meno complicati; pensate che quando salpammo da Brest, eravamo imbarcati su una nave commerciale piena di uomini d'affari francesi e inglesi fra i quali non fu difficile confonderci”. Napoleone si inserisce: “Vi ricordate Denon le lunghe chiacchierate con i mercanti di stoffe lionesi? Fu una grande soddisfazione sentire le loro parole piene di riconoscenza e fiducia nei miei confronti. Quel viaggio fu utilissimo anche solo per capire la profondità del sentimento che legava il mio popolo a me”.
Caulaincourt è pervaso dalla curiosità e non si trattiene: “Ma come riusciste a non far insospettire nessuno nel governo? Eppure una vostra mancanza era ed è, come un’eclissi di sole: non poteva passare inosservata!”. L'Imperatore ammette: “Avete ragione generale; proprio per questo qualche settimana prima avevo deciso l’abolizione del ministero della polizia e la messa a riposo di quel cane da guardia di Fouché. Trovai la scusa nel nuovo clima di pace e concordia che regnava tanto all’interno della repubblica che in tutt'Europa per giustificare la mossa dettata – invece - dalla necessità di non avere nessun curioso fra i piedi. Tolto di mezzo Fouché soddisfatto del nuovo ruolo di Senatore, fu sufficiente dire che sarei partito per un’ispezione riservata nella turbolenta Vandea, per tenere tutti tranquilli”.
Interviene Denon: “Avevamo calcolato un’assenza di non oltre due settimane ed effettivamente al dodicesimo giorno dalla partenza, eravamo di nuovo alle Tuilleries raccontando a tutti come la fine della rivoluzione fosse chiaramente dimostrata da una Vandea pacificata e serena. Mentre tutti pensavano che fossimo nei dipartimenti orientali, noi stavamo percorrendo le brughiere delle Midlands”.
Caulaincourt vuole andare fino in fondo: “Sire, posso chiedervi come mai avete pensato di affidare questo lavoro a uno straniero? Non sarebbe stato più sicuro restare in patria? Come fidarsi della riservatezza e della fedeltà di uno straniero in un'Europa che ci odia?”. Replica immediata: “Generale, le vostre osservazioni sono incontestabili ma non tengono conto del fatto che il nostro paese è sempre stato pieno di spie provenienti da tutte le corti e muovere enormi quantità di materiale avrebbe destato sospetti. In aggiunta, ora che Denon vi dirà cosa volevo far produrre, capirete subito quanto l'opinione pubblica interna si sarebbe allarmata”.
A questo punto Denon chiarisce contesto e operazione: “Generale, il nostro Imperatore aveva avuto un’intuizione geniale: l’economia poteva diventare in un’arma più distruttiva di qualsiasi munizione. Era convinto che danneggiare lentamente i nostri nemici sul piano dell'economia interna, li avrebbe progressivamente indeboliti. Un po' come sottoporre qualcuno ad un avvelenamento, lento ma letale. E' il denaro a far girare il mondo e benché i nemici ci abbiano fatto la guerra per combattere i nostri principi rivoluzionari, l’obiettivo reale era eliminare un avversario commerciale temibile come la Francia. Pensate ai vantaggi che l’economia inglese avrebbe tratto dall’eliminazione della nostra concorrenza”.
Caulaincourt vuole dilatare il tempo ma è anche desideroso si conoscere l'esito dell'operazione: “Monsieur, comincio a capire e apprezzare il progetto ma, vi prego, andate avanti...”.
Denon lo accontenta: “L’idea di fondo era realizzare moneta metallica e cartamoneta falsa da spacciare tramite i canali commerciali appena riaperti grazie alla pace di Amiens. Uno stato di guerra avrebbe reso inutile una l'operazione per il semplice fatto che sarebbe stata minima la circolazione di merci e denari fra i vari paesi. Invece, l’entusiasmo che seguiva la pace aveva dato enorme impulso ai commerci e avrebbe garantito una diffusione del materiale falso rapida, incontrollata e, parbleu, letale!
Pure lui che la storia l'ha già vissuta con Napoleone, si infervora al ricordo e incrocia lo sguardo compiaciuto dell'Imperatore. “Naturalmente questa... chiamiamola cura, doveva essere eseguita con cautela e presupporre monete e cartamoneta perfette. Sarebbe stato pericolosissimo farsi scoprire a causa di imperfezioni nei falsi che, ovviamente, dovevano essere immessi prima nel nostro mercato per poi andare a 'infettare' i paesi cui erano destinate. In buona sostanza, i nostri commercianti e industriali avrebbero dovuto fare la parte dei portatori sani. Capite bene come avessimo intenzione di “giocare” sulle loro spalle. Lo facevamo a fin di bene e se il progetto fosse andato a compimento, avremmo avuto la gratitudine di tutti!
Preso dalla rievocazione di quella giornata a Birminghan, Napoleone esclama: “Chi altro poteva garantire la perfezione e le capacità produttive che ci servivano se non la zecca di Soho di Mr. Boulton?”. Il rumore improvviso e fragoroso di un tuono fa sobbalzare l'Imperatore, riportandolo violentemente alla notte più lunga, la notte più difficile. L'orologio a ormolu scandisce i rintocchi: le due.

 Lucia Bigozzi

 Alain Borghini

 

 

 Continua…

 

 

medaglierenapoleonico@gmail.com

http://www.museicastiglionfiorentino.it/

Via del Tribunale 8, Castiglion Fiorentino (AR)

  • Facebook - Black Circle
  • TripAdvisor - Black Circle
  • YouTube