LE STORIE NAPOLEONICHE

 

 

 

 

 

 

 

FEUILLETON NAPOLEONICO

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La Lunga Notte di Napoleone

Capitolo settimo - quarta parte

La medaglia

Gustave, bussò alla porta informando che in anticamera lo attendeva il Patriota Palloy : era questa la definizione con cui voleva essere annunciato.

"Mio caro Hubert, anche questo pazzo doveva venire a farmi visita..., sembra quasi che i personaggi più strani di Parigi abbiano saputo della mia passione collezionistica e abbiano deciso di costringermi a inaugurare una nuova sezione intitolata ai «personaggi assurdi". Se sapessero che ho visto solo per mezzora il Generale Buonaparte, forse sarebbero meno solerti nel venirmi a trovare. I francesi avranno pure mille difetti, ma hanno una grandissima dote : capiscono al volo chi potrà guidarli e sentono a pelle le vibrazioni di chi ha il comando nel sangue. Questo generale Bonaparte è praticamente sconosciuto. Fino a poco tempo fa, poteva passeggiare per il Palais Royal e nessuno lo avrebbe notato. Oggi, invece, sono tutti intenti ad arrivare a lui con ogni mezzo".

Hubert annuiva: "Monsieur avete ragione, i francesi sono dei gran brontoloni ai quali non sta mai bene nulla. Mentre abbattevano la monarchia con la rivoluzione, creavano nuovi re che venivano dal popolo. Hanno bisogno di essere guidati e come si accorgono che l'uomo a cui si affidano non garantisce più le aspettative, fanno in modo di metterlo da parte e sostituirlo con chi, in quel momento, appare più forte".

La disanima sull'identikit dei francesi trovava concorde Denon: "Sagge parole Hubert. Questa volta, però, sento che Bonaparte è diverso da quelli visti finora. Incarna su di sé troppe doti per essere un fuoco di paglia: non è solo un militare, non è solo un politico, non è solo un diplomatico e non è solo uno studioso: in realtà, è tutto ciò contemporaneamente. Vi confesso che anche Madame Beuharnais, benché lo abbia sposato, ancora non ha ben capito chi sia suo marito. Tuttavia, se veramente il Generale Bonaparte farà strada, sarà un grande onore essere dei suoi. Accettiamo quindi volentieri qualche incomodo, come le visite degli scocciatori."

Hubert sapeva di potersi permettere qualche libertà e ne approfittava: "Monsieur non vorrete dirmi che non vi ha mai divertito incontrare gente bizzarra! Il Patriota Palloy sembra proprio essere il miglior esemplare!. Denon aveva compreso la sottile ironia ed era stato al gioco: "Fatemi strada Hubert e non vi burlate di me. Ricordate che un giorno in Francia potrebbe finire la Repubblica e allora non vi sarebbe permesso rivolgervi così..." L'approccio utile a "prendere le misure" del personaggio non poteva che riguardare le vicende passate da Denon al tempo della Rivoluzione: "Monsieur buongiorno, sono onorato di ospitare un vero patriota nella mia casa. Sapete, anche io ho molto sofferto durante quei terribili anni e benché fossi completamente d'accordo coi principi di libertà, uguaglianza e fraternità, mi sono trovato ingiustamente iscritto nell'infame registro degli emigrati. Certo, non mi posso paragonare a voi in quanto a patriottismo, ma vorrei solo farvi sapere che vi trovate presso un amico".

Esordio accomodante mentre accompagnava l'ospite nella sala della musica dove preferiva condurre la conversazione. Sorpreso dall'accoglienza calorosa, Palloy aveva avuto un sus-sulto di commozione al sentir pronunciare il termine "patriota" ormai così fuori moda. "Monsieur sono io che vi ringrazio per avermi concesso questo incontro senza chiedere il normale preavviso, ma ho portato a compimento un progetto di cui vorrei informarvi, sia per avere il vostro autorevole parere, sia per pregarvi di far giungere notizia a chi sapete voi'', era andato al sodo ancor prima di argomentare: 'Avete ragione sulle comuni sofferenze che abbiamo patito qualche anno fa; voi avete assaggiato l'amarezza dell'esilio e io quella del carcere. Purtroppo abbiamo dovuto sperimentare come l'uomo sia debole rispetto ai principi e come la sua mente, spesso, riesca a raggiungere vette che poi non si concretizzano in fatti. Nella primavera del 1789 chi avrebbe mai potuto immaginare che la soppressione della monarchia avrebbe cagionato così tanti e gravi mali al popolo? Chi allora avrebbe mai pensato che non ci fosse una corrispondenza automatica fra nascita e malvagità per cui ci si sarebbe dovuti aspettare tradimento, ingordigia, prepotenza solo da chi aveva nobili origini? È stato triste scoprire che anche il popolo può generare esseri spregevoli in grado di abusare della fiducia dei propri fratelli per trarne un ingiusto profitto. Credetemi Monsieur Denon, è stato per me un bruttissimo risveglio e seppur il periodo del terrore sia ormai concluso da un anno, ancora la notte mi desto come da un incubo, ripensando all'aberrazione in cui ero caduto insieme ai miei compagni di pri-gionia durante i mesi rinchiuso nel carcere de La Force. Ciò nono-stante, continuo a ritenermi un patriota e non mi pento di nulla. Sono consapevole di essermi rovinato per seguire e promuovere principi della rivoluzione, ma rifarei tutto per filo e per segno".

Mentre i due uomini fraternizzavano cercando di dare spessore a un colloquio di mera cortesia, almeno da parte di Denon, il solerte Hubert era entrato nella sala della musica portando una brocca di limonata appena uscita dalla ghiacciaia delle cantine dell'Hotel Denon. L'offerta di un bicchiere a Monsieur Palloy era la circostanza necessaria a cambiare discorso e cercare di arrivare prima possibile al motivo della visita: "Monsieur, vi prego di voler assaggiare un po' della limonata preparata dalla mia preziosissima Catherine. È la sua specialità estiva e ne è talmente orgogliosa che si rifiuta di prepararla anche nei periodi più torridi se non ha a disposizione i limoni di Sorrento. Era a mio servizio già al tempo della missione a Napoli e in quel periodo ha potuto imparare i segreti di delizie come questa. Al Caffè Procope più volte hanno tentato di portarmela via offrendole tutto quello che potesse desiderare. Per fortuna, l'amicizia che nutre per il fido Hubert è tale che Catherine non ci lascerebbe mai soli... ".

Palloy era intento a gustare la bevanda e non aveva notato il gioco di gesti complici tra Denon e Hubert. Sorseggiava la limonata di Catherine apprezzandone ogni goccia, poi si era concentrato sul perché aveva chiesto udienza. "Monsieur, non so come sdebitarmi per questa splendida accoglienza ma non ne voglio abusare né voglio tenervi occupato più del dovuto. Vorrei quindi brevemente illustrarvi il motivo per cui sono qui, se me lo concedete".

"Prego Monsieur, ditemi pure", rispose Denon cercando di mascherare una certa insofferenza: "Nel corso di questi anni ho cer-cato di dare prova in mille modi del mio profondo patriottismo. Credo peraltro di esserci riuscito; come abbiamo detto la rivoluzione è finita e questa parola ormai sembra desueta. Ritengo, invece, che sia il concetto basilare al quale conformare l'azione di tutti francesi e, al momento, c'è una sola categoria di cittadini capace di farlo bene: i militari. È grazie a loro se abbiamo evitato l’invasione straniera in passato e se ora portiamo i nostri principi a tutti i popoli d'Europa. So che avete la fortuna di avere rapporti molto stretti con il Generale Bonaparte che credo essere, oggigiorno, il francese più patriota che conosca. Come vi dicevo, ho appena *terminato un lavoro dal titolo "Un francese repubblicano, padre di una figlia rispettabile, ai cittadini direttori, al ministro della guerra ed ai generali e capi degli eserciti della Repubblica...".

 

Lucia Bigozzi

 

Alain Borghini

 

 

Continua…

 

 

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