LE STORIE NAPOLEONICHE

 

 

 

Roma napoleonica

 

24 febbraio 1798. Gli ammutinati del Pantheon

Giampaolo Buontempo

 

È interessante seguire da un punto di vista particolare gli avvenimenti relativi all’occupazione di Roma del 10 febbraio 1798 da parte dell’esercito repubblicano francese guidato dal gen. Alexandre Berthier (1753-1815). Faremo infatti riferimento  a quanto riportato dal cardinale Giuseppe Antonio Sala (1762-1839) nel suo: Diario Romano degli anni 1798-1799.

Questo ci permetterà di avere una visione diretta degli avvenimenti avvenuti nei primi giorni dopo l’ingresso dell’esercito francese, e di conoscere un episodio poco noto che lo riguarda, che ritengo molto importante e che sicuramente torna a suo onore.

Si tratta della ribellione di un gruppo di ufficiali, in maggioranza tenenti e capitani guidati dai capitani Pion della 61^ brigata e Dutoya della 30^ che si riuniscono in comitato e si radunano nel Pantheon sabato 24 febbraio per formulare una petizione da presentare al gen. Andrea Massena (1758-1817), dal 20 febbraio nuovo Generale in Capo al posto di Berthier. Intendono denunciare i saccheggi che avvengono nella Città e da lui tollerati, il lusso sfrenato esibito da alcuni generali e l’arretrato nella distribuzione del soldo.

Massena, da Palazzo Ruspoli in Via del Corso, dove ha preso alloggio, manda il gen. Antoine J. M. Valette (1748-1823) con l’ordine di scioglimento immediato ottenendo un netto rifiuto. Gli ammutinati rifiutano di sciogliersi anche quando viene mandato il gen. Leopoldo Berthier (1770-1807), fratello di Alessandro Berthier.

Avendo il sostegno di tutti i soldati presenti a Roma, una delegazione di circa  duecento ufficiali si reca dal Pantheon a Palazzo Ruspoli. Massena però si rifiuta di riceverla e convoca i comandanti delle unità presenti a Roma. Tutti gli fanno presente che la truppa è solidale con gli ammutinati.

Gli ufficiali si recano allora al Palazzo del Quirinale dove alloggia Alessandro Berthier, per denunciare le spoliazioni ma non ricevendo risposte soddisfacenti  tornano al Pantheon e fanno stampare un primo proclama (Fig. 1) facendolo distribuire in tutta la Città. La mattina dopo domenica 25 febbraio la commissione fa stampare un secondo proclama (Fig. 2) rivolgendosi direttamente ai cittadini di Roma per condannare tutti gli episodi di saccheggio, e invitandoli a rivolgersi a loro per denunciarli. Viene inoltre inviata una richiesta a Berthier di riprendere il comando dell’Armata di Roma, e una comunicazione a Massena che l’esercito è indignato dal suo comportamento e che non riconosce altro comandante che Alessandro Berthier.

Il giorno stesso 25 febbraio Massena, destituito dal comando, parte per Ancona. Il comando viene assunto virtualmente da Berthier dietro la promessa degli ammutinati di sciogliersi.

 

In calce vengono pubblicate le immagini dei due proclami originali destinati ad essere distribuiti ai cittadini di Roma.

Essi hanno subito una sorta di damnatio memorie da parte delle autorità francesi che governano la Città. Lo stesso G.A. Sala ne riporta una versione molto diversa e castigata (Vol. III, All. VIII, pag. 241 e All., IX, pag. 242). Sicuramente gli originali vennero tutti ritirati dagli archivi e sostituiti, e l’autore si servì di quelli che trovò in archivio quando scrisse la sua opera. Ritengo perciò che questi esemplari abbiano un valore storico importante.

Delle annotazioni del cronista riporto solo i passi relativi all’argomento che ci interessa trascurando tutti gli altri anche se molto interessanti.

 

Da: Diario Romano, Vol. I p. 12

 

10. Febraro   La mattina de’ 10 primo giorno di Carnevale, nel termine di 4. ore bisognò evacuare la Fortezza di Castel S. Angelo. Li Commissari Francesi con un Tamburo ne presero possesso e dopo il mezzo giorno entrovvi la loro guarnigione. La nostra fu situata nel Convento di S. Agostino. Il Papa quella stessa mattina mandò in regalo al Comandante Francese 40 bottiglie di vino, una vitella mongana [di latte] e uno storione. La notte precedente bisognò fornire 10/m. [mila] razioni, e il giorno 10 [corrente] 32/m.[mila].

 

Da: Diario Romano, Vol. I p. 45

 

20 Febraro È arrivato al Campo il General Massena. Cattiva nuova per noi. Egli è riconosciuto per Uomo feroce e intrattabile, ed è biasimato dalla Truppa e dagli altri Uffiziali. Guai se prenderà il supremo comando; partendo Berthier, chi dice per la spedizione d’Inghilterra, chi per andare a prendere un'altra Legione in Lombardia.

 

Da: Diario Romano, Vol. I p. 50

 

21. Febraro Annunzio che il general Massena è destinato a Commandante. Tutti se ne rattristano, compresa l’Uffizialità Francese, la quale sembra risoluta di fargli delle rappresentanze, affinché moderi il suo rigore e dispotismo, e non si conduca come si condusse a Padova.

 

Da: Diario Romano, Vol. I p. 55

 

  1. Febraro Questa mattina istessa verso il mezzogiorno un numero grande di Uffizialità Francese si è adunato alla Rotonda entro la Chiesa, donde fu prima levato il SS.mo Sagramento. Incominciarono quivi un consiglio, che durò fino all’Avemaria, dipoi l’Uffizialità in corpo portossi dai Generali Massena e Berthier, intimando al primo di essi l’arresto, e fu spedito un Corriere Straordinario a Parigi. Ben presto sapremo il risultato di questo consiglio.

 

Da: Diario Romano, Vol. I p. 57

 

  1. Febraro

 

Il risultato del Congresso che tennero ieri gli Uffiziali Francesi può rilevarsi dal Proclama pubblicato stammattina in loro nome Essi la scorsa notte obbligarono lo stampator Camerale Lazzarini ad imprimerlo, e lo vanno distribuendo anco per le pubbliche strade. Si scorge quanto sia da Essi odiato Massena.

Stammattina si sono adunati nuovamente gli Uffiziali Francesi nella Chiesa della Rotonda, e dopo molti Congressi alle ore 23 hanno pubblicato il secondo Proclama per cui il Popolo ha fatto loro dell’applauso.

 

 

Le ore 23 indicate dal cronista, e segnate con cifre arabe nel testo, non sono le ore 11 di sera come si potrebbe pensare utilizzando l’attuale sistema di misurazione del tempo introdotto dalla Rivoluzione Francese. Sono le ore XXIII secondo l’Ora Italica da Campanile vigente all’epoca a Roma. Il tramonto del sole indicava la fine del giorno e corrispondeva alle ore XXIV. Contemporaneamente iniziava l’ora I  del nuovo giorno che finiva con il tramonto successivo. Da notare che le ore nel sistema Italico sono sempre indicate con cifre romane. Poiché il 25 febbraio alla latitudine di Roma il sole tramonta alle nostre ore 18 circa, le XXIII corrispondono circa alle 17.

Ritorneremo sull’argomento prossimamente.

 

Tutta questa vicenda è riportata dallo storico Albert Dufourcq nel pregevole volume Le régime Jacobin en Italie 1798-1799. Étude sur la République Romaine, che le dedica l’intero capitolo terzo da pag. 125 intitolato: La révolte de l’Armée de Rome. A pag. 130 è riportato in parte il testo del proclama del 25 febbraio 1798.

Come già accennato in precedenza, il diario Romano di G.A. Sala riporta nel III volume in Allegato i due proclami citati nel testo. L’Allegato n. VIII a pag. 241 relativo a quello del 24 febbraio non corrisponde in nulla a quello che pubblichiamo.

È titolato: Il Generale di Brigata Vial Comandante della Piazza Agli abitanti pacifici di Roma ed alla Guardia Civica.

Il gen. Honoré Vial (1766-1813) aveva assunto il comando della Piazza di Roma.

 

Solo l’Allegato n. IX a pag. 242 relativo al proclama del 25 febbraio presenta, verso la fine del testo, qualche accenno alle spoliazioni invitando i cittadini alla loro denuncia. Contiene anche una lode agli ufficiali francesi e una promessa di punizione dei colpevoli. È titolato: Il Generale di Divisione Dallemagne Comandante interino l’Armata di Roma agli Abitanti di Roma ed all’Armata.

Il gen. Claude Dallemagne (1754-1812) aveva assunto il comando ad interim dell’Armata di Roma dopo la destituzione di Massena deciso da Berthier il 25 febbraio, e lo terrà fino al 28 marzo quando verrà nominato in sua vece il gen. Laurent de Gouvion-Saint-Cyr (1764-1830).

 

 

Bibliografia

Albert Dufourcq Le régime Jacobin en Italie 1798-1799. Étude sur la République Romaine, Paris, Perrin et Cie, 1900.

Giuseppe Antonio Sala, Diario Romano degli anni 1798-1799, 3 Vol., Roma, Società Italiana di Storia Patria, 1882-1886.

 

 

 

 

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