LE STORIE DEL MEDAGLIERE

LA VOCE DEL SOUVENIR NAPOLEONIEN

 

 

 

 

 

Il Souvenir per Carolina

 

 

 

Sabato 28 settembre 2019 una ben riuscita manifestazione ha ricordato, in una sala del Chiostro della Chiesa fiorentina di Ognissanti, Carolina Bonaparte e gli altri congiunti di Napoleone, Imperatore dei Francesi e Re d’Italia, nel periodo della loro permanenza nella città di Firenze. Promotori ed organizzatori dell’interessante pomeriggio il Souvenir Napoleonien fiorentino e l’AIAU, un’associazione impegnata nel campo degli aiuti umanitari e delle adozioni internazionali.

 

 

 

 

 

 

 

 

Alessandro Guadagni, delegato nazionale per l’Italia al Souvenir Napoleonien e curatore del recupero architettonico ed artistico della Cappella che custodisce le spoglie dell’ex Regina di Napoli, ha ricostruito le varie fasi dei lavori di restauro, cominciati nel novembre 2015, finanziati da una sottoscrizione proposta dalla famiglia Murat e ben accolta dalle tante associazioni di interesse napoleonico attive in Europa.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Domenico Lentini e Alessandro Guadagni.

 

 

Carolina, la più giovane tra le sorelle di Napoleone, rimasta vedova di Gioacchino Murat ed assunto il titolo di Contessa di Lipona, un anagramma di Napoli, dopo aver dimorato a Trieste ed a Vienna giunse a Firenze nel 1832 abitando prima al Palazzo, detto d’Annalena, in Via Romana 34 e successivamente  a Palazzo Grifoni in Borgo Ognissanti al civico 3358. In quello stesso palazzo vi morì il 18 maggio 1839 e le sue spoglie furono accolte nella Chiesa di Ognissanti quasi prospiciente. La storia di questa sepoltura è abbastanza complicata: nei giorni successivi al decesso Letizia contessa Pepoli, figlia di Carolina, avrebbe voluto portarne le spoglie a Bologna, allora negli Stati pontifici, ed in attesa che arrivasse l’autorizzazione papale,   di notte, alla luce delle torce e sotto il controllo della polizia granducale, così come   prescritto dalle disposizioni riguardanti i napoleonidi, il corpo fu trasferito in deposito in uno stretto e fatiscente magazzino attiguo alla Cappella Botticelli. In attesa della necessaria autorizzazione papale, che non arriverà mai, la famiglia  dovette pagare ai monaci un  mensile di dodici francesconi perché sorvegliassero ed avessero cura del catafalco. Dopo lunghi ed inutili anni di attesa, l’ autorità sanitaria cittadina, nel 1841, diede disposizioni perché la bara, una cassa di piombo dentro una in legno, venisse interrata lì dove si trovava sotto il pavimento del ripostiglio. Questa sepoltura, negli intendimenti, avrebbe dovuto avere  carattere di temporaneità ma tutto restò immutato per ancora ventotto anni, fino al 1869, quando Napoleone III° imperatore dei francesi e nipote di Carolina decise di intervenire finanziando la costruzione dell’attuale Cappella che, sic transit gloria mundi,  cominciò a degradarsi lentamente nel tempo di pari passo col perdersi della memoria delle persone e dei fatti; fino all’ultimo ammirevole restauro attento al recupero filologico degli aspetti decorativi e molto curato nel recupero strutturale attuato utilizzando le più moderne tecniche di risanamento edilizio.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Alessandro Guadagni durante il suo intervento.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L’intervento di Domenico Lentini.

 

La travagliata storia di questa Cappella ci lascia un monito: al degradare della memoria segue il degrado dei luoghi, l’attuale Cappella, così come ne risulta migliorata dagli ultimi interventi, sopravvivrà solo se  sarà conservata viva la memoria ed il ricordo di Carolina, della sua storia controversa, del suo amore per Gioacchino Murat, Maresciallo di Francia e Re di Napoli, una delle figure centrali della storia del primo Impero sia per la Francia che per l’Italia. Aver cura della memoria è uno dei compiti che ci siamo dati come Souvenir Napoleonien affinché questa perduri nel tempo e dia senso e consapevolezza alla Storia ed alle storie degli uomini e delle donne.

Ma l’iniziativa non è stata dedicata solo alla storia ed al ricordo di Carolina Bonaparte, nella sala di Ognissanti era stata allestita una mostra delle opere di Danilo Picchiotti un artista fiorentino, recentemente scomparso, generosamente impegnato per lunghi anni a sostenere l’attività dell’Aiau, promotrice dell’iniziativa, ricordato da   Umberto Bisi, dell’Accademia delle Belle Arti di Firenze, che ne ha analizzato l’opera pittorica dall’astrattismo coloristico dei suoi primi anni di attività al presenzialismo materico della  produzione artistica più matura. Una serata, dunque, all’insegna del ricordo, della storia e dell’arte.

 

Domenico Lentini

Responsabile per il Souvenir Napoleonien

dell’Area Metropolitana di Firenze

medaglierenapoleonico@gmail.com

http://www.museicastiglionfiorentino.it/

Via del Tribunale 8, Castiglion Fiorentino (AR)

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