LE GRANDI STORIE DEL MEDAGLIERE

 

 

LA BATTAGLIA DI ABOUKIR:

UN PREMIO DAVVERO SPECIALE

 

Terza parte

 

 

 

 

 

 

Nell’esercito britannico, non era prevista la possibilità di un riconoscimento ai partecipanti ad un importante fatto d’arme attraverso una medaglia premio. 

All’epoca della battaglia di Aboukir soltanto gli alti ufficiali potevano ambire ad un riconoscimento ufficiale ovvero alla Navy Gold Medal istituita proprio durante la guerra contro la Francia rivoluzionaria nel 1795 e concessa esclusivamente agli ammiragli ed ai capitani di vascello.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nelson aveva già avuto l’onore di ricevere questa onorificenza per il valore dimostrato nella battaglia di Capo San Vincenzo nel 1797 e, in seguito, ne avrebbe ricevute ancora due: quella per la vittoria di Aboukir e l’altra, postuma, per la battaglia di Trafalgar. La stragrande maggioranza dei suoi ufficiali e tutti i suoi uomini dell’equipaggio, non avrebbero però ricevuto alcun segno di pubblica riconoscenza per la strepitosa vittoria riportata contro i Francesi. Alexander Davison decise quindi di sopperire a questa lacuna, commissionando alla zecca privata di Soho a Birmingham, la produzione di una medaglia commemorativa che egli avrebbe poi provveduto a distribuire a tutti i partecipanti alla battaglia. Un aspetto molto affascinante e su cui non esistono fonti certe sta nel determinare di chi fosse stata effettivamente l’idea di realizzare questo riconoscimento. Davison aveva la necessità di dimostrare il proprio debito di riconoscenza non solo all’Ammiraglio Nelson, ma anche a tutti gli altri ufficiali che gli avevano conferito l’incarico di Prize Agent.

Nella lettera del marzo 1799 con cui informa Nelson della coniazione di questa medaglia, molto esplicitamente fa riferimento a questo suo sentimento. Non è comunque da scartare l’ipotesi che lo stesso Nelson si sia lamentato della carenza di questi segni di riconoscenza che certo non favoriva l’abnegazione degli equipaggi coinvolti nelle battaglie navali. E’ possibile quindi che Davison abbia scelto questa forma di celebrazione proprio per le motivazioni appena esposte. Effettivamente la scelta non poteva essere più appropriata come dimostrano le molte medaglie adattate per essere portate come vere e proprie onorificenze. Molti esemplari sono stati forati infatti per passarvi un nastro, in altri è stato aggiunto un appiccagnolo, altri infine sono stati inseriti in montature talune delle quali provviste di vetro. Infine sono note anche medaglie sul rovescio delle quali il possessore aveva fatto incidere il proprio nome e il vascello sul quale aveva prestato servizio normalmente all’altezza del cielo sopra alla scena della battaglia.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

E pensare che l’Ammiragliato ufficialmente vietò l’esibizione di tale medaglia sulle uniformi d’ordinanza!

Il grande successo dell’iniziativa non coinvolse solo quegli ufficiali che non avevano diritto alla Gold Naval Medal ma anche semplici marinai come dimostrano le molte medaglie in bronzo (ovvero quelle espressamente a loro destinate) che oggigiorno si presentano “lanate”, ovvero consumate su entrambe le facciate a seguito del loro continuo strofinio sul tessuto degli abiti indossati.

Davison volendo premiare tutti i partecipanti alla battaglia si preoccupò però di rispettare la gerarchia commissionando esemplari in metalli a diversi in base al diverso grado dei destinatari.

Le medaglie furono quindi commissionate in oro (25 pezzi), in argento (154 pezzi), in bronzo dorato (506 pezzi) ed in bronzo (6.530 pezzi) per la cifra di 112 sterline. Aggiunti a questa somma il, costo del metallo prezioso e la commissione per gli artisti, le medaglie vennero a costare 2000 sterline che vennero pagate da solo Alexander Davison.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L’Ammiraglio Nelson ricevette l’onorificenza ufficiale dall’Ammiragliato il 9 gennaio 1799 ovvero cinque mesi dopo la fatidica battaglia.

La notizia della vittoria ovviamente non arrivò immediatamente in Inghilterra la prima serie di dispacci inviati da Nelson, erano stati affidati alla nave Leander che fu intercettata dalla nave francese Généreux durante uno scontro avvenuto il 18 agosto al largo delle coste dell’isola di Creta. La seconda serie, spedita a bordo della Mutine, invece riuscì ad arrivare all’Ammiragliato alle 11:15 del 2 ottobre.

Quattro giorni dopo Nelson venne nominato Barone del Nilo e di Burnham Thorpe mentre il 20 novembre Re Giorgio III indirizzò al Parlamento un discorso ufficiale di celebrazione della grande vittoria e del suo artefice.

Nel frattempo Alexander Davison già dal 12 ottobre iniziava una fitta corrispondenza con i capitani della Flotta di Nelson proprio in merito al suo incarico e il 25 ottobre scrisse a Matthew Boulton per commissionare la medaglia. E’ quindi più che plausibile che questa decisione non fosse dettata da una vera e propria ispirazione ma piuttosto derivasse dal ricordo di precedenti incontri con l’ammiraglio durante i quali quest’ultimo potrebbe aver realmente auspicato la creazione di un tale oggetto.

 

CONTINUA…

 

 

 

 

 

 

 

 

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