LE GRANDI STORIE DEL MEDAGLIERE

 

 

LA BATTAGLIA DI ABOUKIR:

UN PREMIO DAVVERO SPECIALE

 

Quarta ed ultima parte

 

 

 

 

 

 

 

 

Il disegno e la successiva incisione dei conii delle medaglie sembra essere stata fatta in fretta come sembrano testimoniare, sul rovescio due inesattezze: l’errata posizione del sole rispetto agli orari in cui la battaglia fu effettivamente combattuta (pressoché completamente in notturna) e l’inversione di posizione della parte occidentale della baia di Aboukir rispetto al lato orientale.

E’ probabile che errori del genere, abbastanza gravi e difficilmente rinvenibili in una coniazione non frettolosa, siano dovuti alla mancata attuazione di tutta una serie di normali controlli di produzione. Nel caso specifico, si può pensare che l’errore sia imputabile all’incisore che deve aver dimenticato di invertire le posizioni fra disegno preliminare e conio così come al mancato controllo del lavoro preparatorio prima dell’effettiva produzione.

Eppure all’epoca Boulton era molto noto per l’estrema cura con cui realizzava le medaglie che gli venivano commissionate. Era in effetti una fama ben meritata così come dimostra il fatto che si permise di non accettare i disegni che lo stesso Davison gli aveva fornito pretendendo addirittura l’impiego di un disegnatore professionista di sua fiducia[1]. Se da una parte effettivamente la presentazione dei disegni rientrava potenzialmente nella discrezionalità del committente, è altrettanto vero che la produzione di medaglie commemorative, era per la Zecca di Soho più uno strumento pubblicitario e promozionale delle proprie potenzialità artistiche e produttive, che una vera e propria attività commerciale; di conseguenza era fondamentale che i pezzi prodotti a Birmingham fossero perfetti da ogni punto di vista.

A metà novembre, ovvero meno di un mese dall’invio della commessa, il Prize Agent si presentò a Soho per controllare lo stato dei lavori e per vedere alcuni campioni delle medaglie in corso di lavorazione.

Un paio di settimane dopo, precisamente l’8 dicembre, Mr. Cheshire, assistente di Boulton indirizzò una missiva all’incisore incaricato del lavoro: Conrad Heinrich Kuchler, comunicandogli la sua viva speranza di ricevere qualche pezzo di prova addirittura entro Natale. Si può quindi immaginare la fretta con cui Davison cercasse di ricevere urgentemente qualche medaglia con cui probabilmente omaggiare in anteprima, i destinatari più illustri in occasione delle imminenti festività natalizie.

La speranza rimase vana a seguito di alcuni problemi realizzativi che fecero slittare la consegna definitiva al mese di maggio 1799. Seppur in ritardo fu comunque una produzione record per questo tipo di prodotto.

L’idea di Davison era talmente vincente da non poter restare un caso isolato. Infatti, già l’anno successivo, un altro ammiraglio, questa volta John Jervis, contattò Matthew Boulton per commissionargli la produzione di una medaglia da distribuire all’equipaggio della nave “Ville de Paris” che tre anni prima, gli era rimasta fedele non aderendo all’ammutinamento che era invece scoppiato sulla nave “Nore”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Significativo è il fatto che l’Ammiraglio Jervis vi abbia pensato solo tre anni dopo l’evento ovvero proprio dopo il successo ottenuto dalla medaglia commissionata da Davison.

La legenda presente nel dritto di questa medaglia: “Earl St. Vincent’s testimony of approbation”, è emblematica del messaggio che l’oggetto doveva veicolare. Anche l’immagine raffigurata sul rovescio: un marinaio che dà la mano ad un soldato di marina con, sullo sfondo, la bandiera britannica, dimostra chiaramente che la medaglia veniva ad assumere una nuova natura di strumento di gratificazione alla stessa stregua delle vere e proprie onorificenze.

Anzi, agli occhi dei destinatari, la provenienza di questo riconoscimento non da un’entità lontana come poteva essere il sovrano, ma direttamente dal loro diretto comandante, la rendeva un oggetto ancora più bramato e ritenuto prezioso. E’ per questo motivo che lo stesso Boulton, appena si presentò l’occasione, provò ad essere committente oltre che produttore di un premio così particolare.

L’occasione fu la battaglia di Trafalgar mentre la medaglia che produsse andò incontro ad un destino completamente diverso da quello che avrebbe mai potuto immaginare.

Ma questa è un’altra storia…

 

Alain Borghini

 

 

[1] [1] J.G. Pollard Matthew Boulton and Conrad Heinrich Kuchler, p.286.

 

 

 

 

 

 

 

 

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