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LE GRANDI STORIE DEL MEDAGLIERE

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JEREMIE-JACQUES OBERLIN

(Strasburgo 8 agosto 1735 – 10 ottobre 1806)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nella nostra continua attività di ricerca sul mercato antiquario, quando ci imbattiamo in una medaglia “attribuée”, ovvero assegnata come premio a qualcuno, facciamo di tutto per non lasciarcela sfuggire. Il motivo è semplice: ci permettono di riportare alla luce personaggi completamente dimenticati e scoprire storie altrimenti destinate all’oblio.
Una delle fonti più ricche di medaglie con queste caratteristiche è l’Institut National des Sciences et arts  che, a cavallo fra la fine del settecento e l’inizio dell’ottocento, riuniva i massimi esponenti della cultura umanistica e scientifica di Francia se non d’Europa.
La nostra collezione recentemente si è quindi arricchita di un nuovo esemplare che ci porta a conoscere Jeremie-Jacques Oberlin membro associato così come viene definito sul rovescio della medaglia.

Oberlin nacque l’8 agosto 1735 a Strasburgo città dove visse tutta la vita e dove morì il 10 ottobre del 1806.
In giovane età studiò insieme al Fratello John Frederick presso il locale liceo protestante frequentato prevalentemente dalle famiglie di lingua tedesca e dove il loro padre era insegnante. Mentre il fretllo intraprese la carrieras ecclesistica diventando pastore e dedicandosi all’insegnamento della lingua francese ai suoi parrocchiani germanofoni, Jeremie-Jacques appronfondì gli studi in telogia, archeologia e geografin in cui spiccò particolarmente tanto da fargli ottenere non solo di succedere nella cattedra tenuta dal padre, ma anche di averne una anche presso la locale università dove insegnava filosofia, logica e metafisica.
La sua profonda curiosità per il passato e le origini della cultura popolare e la sua passione per la filologia, lo spinsero a richiedere ed ottenere da parte dei magistrate di Strasburgo, il permesso di compiere un viaggio archeologico nel sud della Francia finalizzato alla ricercar delle radici linguistiche dei vari dialetti parlati nel paese. Questa, come alter esperienze archerologiche analoghe, gli fornirono una tale mole di conoscenze che gli permisero di dare alla stampa diversi manuali di archelogica e di linguistica espressamente dedicati alle lingue parlate localmente.
Una delle sue ambizioni maggiori era poi quella di aprire la conoscenza e la cultura ad un pubblico più vasto possibile per cui fu istancabile nell’organizzazione di scuole e corsi pubblici di latino per esempio.
La sua filantropia si sposava perfettamente con gli ideali rivoluzionari che infatti sposò sin dall’inizio e che lo portarono anche ad assumere ruoli amministrativi in seno al locale governo rivoluzionario.
Fece parte infatti sia del consiglio municipale di Strasburgo prima e del dipartimento del Basso Reno poi.
Le sue origini non proprio popolari e la sua profonda cultura, lo resero però inviso ai sanculotti più radicali che, nel pieno del terrore, con un’accusa del tutto pretestuosa, lo incarcerarono insieme a tutta la Giunta locale. Solo il colpo di stato di Termidoro potè salvarlo da un destino già segnato.
Caduto il governo del terrore, potèùé rientrare a Strasburgo dove riprese la sua attività di insegnante e studioso. 
Già membro dell’Academie des inscriptions a partire dal 1772, venne cooptato come membro associato ovvero non residente nella sede di Parigi, dell’Institut National des Sciences et arts che era la massima isituzione culturale francese dell’epoca.
La sua attività d’insegnamento e di pubblicistica spaziò su molti temi e venne portata avanti fino all’ultimo giorno della sua vita quando fu colpito da un ictus.
Riposa nella cattedrale di Strasburgo dove a lui è dedicato un cenotafio.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Alain Borghini
 

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