LE GRANDI STORIE DEL MEDAGLIERE

 

 

 

 

 

IN DIFESA DEI PROPRI FOCOLARI
I LOYAL WORLINGWORTH VOLUNTEERS 1798-1802

Seconda parte

 

La diffusione dei movimenti lealisti nell’ultimo decennio del XVIII secolo fu estremamente capillare e, soprattutto nelle regioni più vicine al Canale della Manica, non vi era praticamente villaggio che non avesse una propria associazione o che partecipasse con alcuni membri a qualche associazione a carattere intercomunale.
Un caso estremamente emblematico è quello della comunità di Worlingworth nell’High Suffolk.

 
 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nell’ultimo censimento del 2011, questo piccolo villaggio contava una popolazione di 802 abitanti mentre alla fine del settecento lo popolavano 650 persone. Era una comunità completamente dedicata all’agricoltura e composta quindi prevalentemente dai contadini e braccianti di modestissime condizioni economiche. La sua posizione era a dir poco defilata, se pensiamo che era distante almeno cinque miglia da qualunque altro centro abitato della zona.
All’epoca, Worlingworth si era guadagnato una certa notorietà grazie a due prodotti tipici: il burro, che veniva venduto in alcuni mercati di Londra ed un formaggio stagionato, il Suffolk Bang, rinomato per la sua straordinaria durezza e venduto con grande soddisfazione nell’emporio locale.
A livello architettonico, spiccava un antico castello medievale, trasformato nel tempo in una casa padronale di proprietà dell’unica famiglia nobile del posto ovvero gli Henniker-Majors signori di Thornham e Worlingworth.
La loro residenza, immersa nella campagna, si chiamava Worlingworth Hall ed oggi giorno è tuttora in piedi dopo essere diventata una grande fattoria.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il movimento lealista attecchì in particolar modo, fra la piccola nobiltà di campagna che all’epoca ancora svolgeva localmente funzioni giurisdizionali e di supervisione della vita dell’intera comunità, secondo un modello molto antico, in cui il nobile continuava a rivestire un ruolo di signore e protettore delle anime affidategli da Dio. Per questo motivo la minaccia di una presunta ed imminente invasione da parte dei francesi, costituiva una preoccupazione fondata e su cui era necessario intervenire prontamente. 
Si deve però anche aggiungere che a fianco di questo timore, i signori locali così come la piccola borghesia, erano in apprensione anche e soprattutto per l’eventuale scoppio di sommosse a carattere pauperistico sull’esempio di quanto accaduto in Francia. La società inglese dell’epoca poggiava su di un radicato immobilismo sociale dove ogni pedina: il nobile, il borghese, il contadino, il bracciante e così via, occupavano un posto nella società immutabile e predeterminato e dove solo il pensiero che qualcuno protestasse per le proprie condizioni economiche e di vita, appariva come inammissibile. 
E’ per questo motivo che nei primi anni ’90 del settecento, fiorì un numero sempre più ampio di associazioni il cui intento era quello di stroncare alla radice ogni possibile segnale di adesione ai principi rivoluzionari provenienti da oltre Manica così come organizzare un’eventuale difesa armata in caso di attacco.
L’estrema frammentazione demografica dell’Inghilterra rurale, così come le frequenti ridotte disponibilità economiche, spesso rendevano però impossibile la costituzione di autonome associazioni a livello locale. La soluzione era allora quella di riunire più comunità così da avere sia una sufficiente popolazione fra cui attingere i membri della milizia, sia per avere maggiori risorse per finanziarla.
A partire dal 1792, questo fu il modello che venne seguito nel Suffolk, laddove si venne a costituire l’associazione: “Association for Preserving Liberty and Property against Repubblicans and Levellers” la cui intestazione è più che chiara di quali fosse la sua ispirazione.
Questa associazione si radicò rapidissimamente nel territorio tanto da arrivare, in ogni piccola comunità, a contare un numero tale da aderenti da rendere necessario che le loro riunioni periodiche non si tenessero più a rotazione nella casa di uno dei membri, ma in un locale pubblico che avesse una maggiore capienza.
A Worlingworth, le riunioni venivano tenute nell’unica locanda: “The Swan”, ancora oggi esistente, dove raccontano le cronache locali, uno dei più accaniti ed appassionati partecipanti era il reverendo che si infervorava per dimostrare come la difesa dei propri focolari dai principi atei dei rivoluzionari così come dalle loro baionette, fosse il compito di ogni buon cristiano.

 

 

A partire dal 1796, il rischio che re Giorgio III potesse subire la stessa sorte di Luigi XVI, cominciò a dimostrarsi sempre più remoto mentre, di contro, cominciava ad apparire sempre più possibile il rischio di un’invasione armata. Del resto nel corso di quell’anno erano state tentate due spedizioni militari francesi, seppur miseramente fallite: una indirizzata alle coste irlandesi e l’altra a quelle gallesi.
A queste concrete preoccupazioni per la salvaguardia delle popolazioni e delle proprietà, nella nobiltà di campagna, si aggiungeva anche la consapevolezza che la dimostrazione di un’appassionata aderenza al lealismo monarchico, poteva costituire un ottimo “ascensore” per scalare posizioni all’interno della corte. Spesso erano proprio i membri della piccola nobiltà che più accanitamente si davano da fare nella costituzione di queste associazioni, con la speranza fondata, di poter così ottenere l’agognata udienza a corte e la conseguente approvazione del Re.
Oltre alla soddisfazione morale, ne sarebbero sicuramente potuti derivare anche incarichi ufficiali e le relative prebende. 


 

John Henniker-Major, già membro del Parlamento nelle file del partito anti francese capeggiato da William Pitt, molto probabilmente seguì questo stesso percorso mentale allorché il 15 maggio del 1798 invitò tutta la popolazione locale ad un incontro pubblico da tenersi proprio sempre al The Swan. L’occasione ufficiale era costituita dalla sua recente nomina a “Deputy Lord Lieutenant” per il Suffolk, ovvero alla carica di responsabile, per conto della corona, della costituzione della nuova milizia volontaria.
I giornali locali danno un’accuratissima cronaca di questo evento pubblico mettendo soprattutto in evidenza lo spirito patriottico del discorso tenuto dal Lord Henniker-Major e la commossa e convinta accoglienza riservatagli dalla nutritissima platea.
Abbiamo anche il verbale della riunione fondativa dei Loyal Worlingworth volunteers di cui i principali punti sono:
1)    La costituzione di una milizia composta da novanta uomini di età compresa fra 15 e 60 anni. Si noti l’altissima percentuale rispetto ad una popolazione di poco più di seicento anime (15% della popolazione);
2)    La loro funzione; si ribadisce infatti che non saranno né un’unità militare ufficiale né una di polizia. Il loro intervento infatti potrà essere richiesto solo in caso d’invasione straniera o in caso di sommossa o tumulto che metta in pericolo la sicurezza della comunità. E’ interessante notare come sia tassativamente espresso il principio per cui la milizia potrà operare solo ed esclusivamente all’interno del proprio territorio non essendo legittima la loro chiamata per operare al di fuori dei confini comunitativi. Non si dimentichi infatti che la milizia non era composta da militari di professione ma da privati cittadini che si erano resi disponibili a lasciare le proprie attività lavorative solo in caso di bisogno e limitatamente al tempo strettamente indispensabile. Ad ulteriore dimostrazione della loro assoluta natura non professionale, vi è anche l’esplicita previsione che il corpo non poteva mai essere riunito ad un altro corpo militare volontario o professionista.
3)    L’armamento sarebbe stato a carico dell’esercito che avrebbe fornito il corpo dell’adeguato numero di armi oltre che del necessario addestramento al loro impiego. 
4)    Le uniformi invece sarebbero state a carico del corpo ed è per questo motivo che venne aperta una sottoscrizione pubblica per la raccolta del denaro necessario alla loro realizzazione. E’ interessante notare come alla sottoscrizione abbia partecipato la quasi totalità della popolazione a dimostrazione di come fosse comune il sentimento di voler contribuire fattivamente alla difesa del proprio paese.
L’entusiasmo era tale che la sera stessa della riunione, il ruolino della milizia era già al completo con tanto di un apposito gruppo di musicisti dilettanti che avrebbero costituito la banda reggimentale.
La costituzione dei Loyal Worlingworth volunteers venne ufficialmente approvata dal Lord Lieutenant, il 18 giugno 1798 come “corpo di fanteria composto da 90 uomini”.
La formazione rimase operativa per 4 anni fino al 30 aprile 1802 quando la situazione politica e militare sembrava tale da non richiedere più i loro servizi.

 

 

Continua…

Alain Borghini

 

 

 

 

medaglierenapoleonico@gmail.com

http://www.museicastiglionfiorentino.it/

Via del Tribunale 8, Castiglion Fiorentino (AR)

  • Facebook - Black Circle
  • TripAdvisor - Black Circle
  • YouTube