LE STORIE NAPOLEONICHE

 

 

LUCIANO BONAPARTE ,

PRINCIPE DI CANINO

Mauro Marroni.

 

8^ parte

 

Pertanto già in occasione della sua prima visita ai nuovi possedimenti, predispone per il restauro dell’antica rocca ed il completo rifacimento della parte di essa prospiciente la strada principale del paese.

 

 

 

 

 

(Charles de Chatillon, il Palazzo a Canino di Luciano Bonaparte - coll. priv.

 

 

“L’edificio medioevale fu ristrutturato nella seconda metà del sec. XV da Pier Luigi Farnese Senior, che vi risiedette finché non si trasferì a Valentano (dopo il 1461); successivamente fu però lasciato decadere, cosicché nel 1630 (relazione dello Zucchi al Duca Odoardo) era inabitabile e ridotto allo stato di rudere; l’unica struttura ben conservata era la torre quadrata detta “di Paolo III”, a scarpa, la cui muratura del basamento sembra databile alla fine del sec. XV, mentre il resto appare restaurato successivamente. La Rocca fu ristrutturata nel 1808 dal Principe Luciano Bonaparte in particolare l’ala prospiciente la Piazza Lunga (attuale Via Roma) che assunse un aspetto ottocentesco.

 

 

 

 

 

Canino, Via Roma, Palazzo Bonaparte.

 

 

Del complesso farnesiano faceva parte l’antica Chiesa di S. Andrea, costruita sotto Eugenio II (824-827) e dedicata originariamente ai SS. Da- niele, Antonio e Lucia, contenente la vasca per il battesimo per immersione e comprendente anche una sagrestia ed un campanile; la chiesa fu restau- rata nel 1630, ma successivamente seguì le sorti della Rocca e cadde in abbandono; citata in una richiesta di fondi a Luciano Bonaparte (1808) come edificio a cui necessitavano urgenti lavori di restauro.” (Giulia Petrucci - “Canino” - in Storia della Città n. 22, Electa Periodici).

 

Il nuovo facoltoso cittadino non si limitò ai lavori sulla sua proprietà ma, evidentemente desi- deroso di migliorare anche l’aspetto del paese e della via di accesso al suo palazzo, si caricò anche delle conseguenti spese:

Luciano Bonaparte, per dimostrare il suo attac- camento singolare che nutre inver di questa popo- lazione, si esibisce di voler far edificare, per proprio conto, una nuova pubblica porta inferiore in questa terra, giacchè la vecchia riesce informe e non adatta alla situazione del paese”. (Gismondo Galli – op. cit.).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(Canino, Torre Farnese, la torre del Palazzo Farnese poi Bona- parte dove il 29 febbraio 1468 nacque Alessandro Farnese – Paolo III e il 19 febbraio 1809 nacque Paolo Maria, unico figlio di Luciano e Alessandrina nato a Canino).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La “Porta di Sotto” sembra costituisse l’unico accesso al borgo medioevale; della struttura origi- naria, databile al sec. XII sono rimasti gli stipiti in grossi blocchi di pietra e traccia dell’arco, pog- giante su mensole, nella parte interna del muro.

La porta, considerata inadeguata da Luciano Bonaparte, fu sostituita da un nuovo accesso nel 1808, situato a cavallo della Via Roma in prossimità del Palazzo del Comune, accesso che fu poi demolito nel 1874.” (Giulia Petrucci op.cit.).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(J.B.Wicar, Carlotta Bonaparte in abito di contadina di Canino (particolare), Roma, Museo Napoleonico, inv.n.539 – il parti- colare del grande dipinto (olio su tela cm.210x131) mostra la famiglia di Luciano a passeggio nel giardino del Palazzo Farnese con, alle spalle, la Chiesa Collegiata).

 

Luciano dona contemporaneamente alla Collegiata la tavola dell’Albertinelli (proveniente dalla Cappella Medici di Firenze), i due tondi dei profeti e la lampada argentea.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Canino, Chiesa Collegiata, Mariotto Albertinelli - Firenze 1474-1515 - Madonna col Bam- bino e i SS. Bartolomeo, Gregorio Magno, Girolamo e Rumualdo, olio su tavola cm. 230x174).

 

 

Sotto la tavola fu inserita la iscrizione: Tabulamhanc a M/Albertinelli eleganter antiquo artificio pietas in honoro dei parae Virginia S. Bartholomei, Gregari Magni, Hieronimi et Romualdi, Lu- cianus Bonaparte senatoria dignitate praefulgens propter innumeraquae populo caninati contulit beneficia huic Ecclesia e Collegiatae D.D. –Canonicorum Collegium in hoc sacello posuit– A.D. MDCCCIX” (Gismondo Galli - op. cit.).

 

Le evidenti ascendenze michelangiolesche e le affinità notevoli con la Visitazione dipinta da Jacopo nell’atrio della Santissima Annunziata a Firenze entro il 1516, permettono di inserire la produzione dei nostri tondi a cavallo tra gli anni conclusivi del secondo decennio e gli inizi del terzo del Cin- quecento, da collegarsi con le numerose commissioni medicee affidate a Jacopo Pontormo in quegli anni... Una indiretta ma persuasiva controprova della straordinaria attribuzione viene dalla indi- viduazione nella chiesa di S. Maria dei Miracoli a Castel Rigone, frazione del comune di Passignano sul Trasimeno, di due precise copie dei nostri tondi, realizzati nel 1528 dal perugino Domenico Al- fani, maestro noto per la sua notevole attività di colto copista delle più famose realizzazioni del protomanierismo fiorentino con particolare attenzione proprio al Rosso e a Jacopo Pontormo.” (Fulvio Ricci - Capolavori dispersi: un’addenda per Jacopo Pontormo a Canino - in Canino 2008 - maggio 2011).

 

                                                                           

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Canino, Chiesa Collegiata, Profeti, olio su tela diam. cm. 122.

In una nota conservata presso l’Archivio Parrocchiale appare l’indicazione “scuola di Andrea del Sarto”.

 

 

Portati a termine rapidamente i lavori che riteneva essenziali a rendere decorosa pa permanenza della famiglio e del numeroso seguito, il Senatore si trasferisce infine nella sua nuova casa di Canino. Non prima di aver dimostrato la massima benevolenza verso i futuri suoi concittadini:

“Dai verbali del Consiglio Generale del 17 dicembre 1808: plauso al Sen. Luciano Bonaparte che ha donato alla Collegiata la tavola dipinta dell’Albertinelli ed al paese ha costruito una nuova porta. Inoltre si adopera per far elevare Canino a libero Governo” (Don Lino Barzi– Notizie dagli atti par- rocchiali e dall’archivio comunale – Testo dattiloscritto, pag. 21-23).

 

Nel verbale del Consiglio del 18 dicembre, si da atto della seconda venuta di Luciano “… col- l’accompagno di Sua Eccellenza Madama Alessandrina degnissima consorte del lodato Prencepe, non meno che della dilettissima e nobile loro figliolanza”.

 

Fine Parte VIII

Mauro Marroni

 

 

 

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